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Risposte semplici su midi sequencer, audio digitale e strumenti virtuali

Come scrivere una colonna sonora con Logic Pro X

28/01/2015, di Susanna Quagliariello, Sezione Musica da film, serie e sigle

Non esiste una ricetta universale per scrivere una colonna sonora, ma esistono delle pratiche usate da tutti i compositori di soundtrack. Scopriamone alcuni con un esempio pratico e slide riassuntive.

Questo lungo articolo è una guida alla composizione di musica per immagini e anche un tutorial dettagliato, perché ti mostro come ho affrontato un progetto dall’inizio alla fine.

Si tratta di una colonna sonora breve e relativamente semplice, perché altrimenti avrei dovuto scrivere un intero libro. Ma tutte le regole e le tecniche che ti insegno nell’articolo fanno parte delle best practice della composizione professionale di musica per immagini.

Inoltre, il video sul quale lavoriamo non è un dialogo in interni da “soap opera”, ma un serrato shot in CGI 3D e questo ti aiuta a vedere come si lavora sul materiale tipico di oggi.

Il video sul quale lavoriamo: terra e satellite

Mesi fa mi sono trovata a dover scrivere in poche ore questa colonna sonora per il bellissimo video di Simone Defendi, studente nella scuola online FaiStrada® di VFX Wizard.

Come vedi si tratta di un commento musicale essenziale, e per questo è un ottimo esempio per spiegare passo dopo passo alcuni aspetti della creazione di musica per immagini.

Anche se si tratta di meno di un minuto di immagini in movimento, ha richiesto una serie ben precisa di scelte.

In questo tutorial ti spiego:

  1. Come identificare i punti chiave dell’azione
  2. Come adattarti alle richieste di regista o produttore
  3. Un semplice metodo per associare a qualsiasi situazione la musica più appropriata
  4. Come evitare uno dei rischi più comuni nella musica che ricalca l’azione: il mickey-mousing

La musica per immagini

Dal punto di vista tecnico, scrivere colonne sonore è come scrivere qualsiasi tipo di musica: ti ritrovi a comporre, orchestrare, arrangiare, proprio come faresti per un brano di pop o classica.

Ma c’è una differenza importante: per chi scrive una soundtrack lo scopo non è esprimere se stessi o creare un brano memorabile seguendo la propria ispirazione. Lo scopo è riuscire a capire il senso del video, e rispondere con la musica a quello che succede nelle immagini.
Prima regola di una colonna sonora: la gente paga per vedere il film, non per sentire la musica. Condividi il Tweet
Ed è importante che la risposta sia giusta, perché solo così musica e immagini potranno fondersi nell’immaginario dello spettatore senza stridori.

Un esempio: prova a canticchiare la colonna sonora di Momenti di Gloria.

Stai visualizzando gente che corre al ralenty verso la vittoria, vero? È un esempio di fusione perfetta di musica e immagini: è praticamente impossibile sentire quelle note senza visualizzare le immagini del film, ed è impossibile vedere le immagini senza pensare alla musica di Vangelis.

Per riuscire a raggiungere un risultato del genere bisogna assumere un atteggiamento diverso rispetto a quello di chi scrive una canzone: l’ego del compositore fa un passo indietro, e lo sforzo è tutto concentrato a far risaltare le immagini.

In qualche caso (la scena di un dialogo importante, per esempio), lo scopo della musica è di sparire, di diventare un sostegno invisibile a quello che viene proiettato sullo schermo, finendo sotto la soglia di consapevolezza dello spettatore.

E questo non per fare un esercizio monastico di umiltà, ma per un motivo pratico: la gente paga il biglietto per vedere il film, non per sentire la musica.

Guardare il video

Punti chiave dell'analisi del video da musicare

Punti chiave dell’analisi del video da musicare


Il primo passo, quindi, è vedere la scena. E rivederla. E rivederla ancora.

Sembra un’operazione semplice e ovvia, ma non è né l’una né l’altra, per due motivi:

1 – Capire il ritmo delle immagini

La scena del video sopra è semplice: un satellite, dopo aver azionato le sue armi, spara un raggio contro la Terra.

Tutto quello che succede si capisce alla prima visione, quindi perché rivederla?

Perché lo scopo non è solo capire quello che succede, ma anche scoprire il ritmo con cui viene raccontato.

Ogni scena ha un suo ritmo, e questo ritmo sarà la base da cui partire per la musica. Entrare nel ritmo del video richiede tempo, e l’unico modo che hai per farlo è rivederlo decine di volte.

E questo vale indipendentemente dal genere del filmato: non importa se si tratta di un inseguimento di Mission Impossible in cui ogni frammento dura un battito di ciglia, o di un film di Tarkovskij con dieci minuti di inquadratura fissa di una quercia.

Conviene quindi subito importare il video nel sequencer. In Logic Pro X per fare questo selezioni da File > Movie > Open Movie.

Ti si apre la finestra per trovare il file. Una volta individuato il filmato, basta cliccare su Open.

Ecco il video comparire nella schermata di Logic Pro X. Come vedi, nella finestra principale a destra sono visualizzati i frame del video.

Il video importato in Logic Pro X

Il video importato in Logic Pro X

Puoi decidere il grado di zoom di questi frame (cioè vederne un numero maggiore o minore per lavori più o meno precisi) modificando il fattore di zoom del progetto, con il comando in alto a destra della finestra principale.

A sinistra della schermata, nella sezione Info, trovi invece il filmato vero e proprio. Per visualizzare il box Info premi “i” da tastiera.

Il video in questo momento è ancorato al box delle Info, ma se invece vuoi spostarlo liberamente e cambiarne le dimensioni ti basta andarci col mouse, cliccare, e poi trascinarlo fuori dal box: ti comparirà una finestra che puoi spostare e ridimensionare a piacere, comodissima.

La finestra per la visualizzazione di un video in Logic Pro X

La finestra per la visualizzazione di un video in Logic Pro X

Nel nostro caso, il ritmo è lento. La macchina da presa si muove dolcemente, le ali del satellite si azionano con lentezza.

La cadenza è regolare, specialmente all’inizio. Con un metronomo a 60 bpm potresti solfeggiare il video:

  • la macchina da presa gira intorno al satellite (una battuta circa), stacco
  • il satellite si staglia davanti alla Terra (due battute circa), stacco
  • i pannelli iniziano a muoversi (due battute circa)

Poi il ritmo degli stacchi aumenta, man mano che ci avviciniamo all’attivazione degli ingranaggi e al colpo finale.
'Solfeggiare' il video: un modo per avvicinare meglio la tua musica alle immagini. Condividi il Tweet

2 – Riuscire a guardare le immagini senza pensare alla musica

Già alla prima visione del video ti viene istintivo pensare alla musica che useresti.

Le immagini iniziano da subito a ispirarti gli strumenti da usare, il genere, magari anche un’idea musicale in un punto preciso. Un po’ per l’entusiasmo di iniziare subito a comporre, un po’ perché spesso il tempo per lavorare è davvero poco.

In questa fase, però, devi concentrarti sullo stile e il ritmo del video, non distrarti pensando a come riempire il silenzio.

Bisogna essere zen, e non è semplice: fare il vuoto prima di riempirlo, limitarsi a essere ricettivi alle immagini evitando di iniziare subito a produrre idee.

In questo caso, ad esempio, all’inizio ho notato soprattutto la componente tecnologica e l’azione degli ultimi secondi del filmato.
Zen e musica: l'importanza di vedere un video senza pensare alla colonna sonora. Condividi il Tweet

Se mi fossi fermata alla prima o seconda visione avrei scelto uno stile più deciso, dei bassi incalzanti che seguissero da vicino i movimenti del satellite.

Visione dopo visione, mi sono allineata al ritmo lento degli stacchi, al senso di vuoto spaziale delle immagini.

E la Terra, così bella e così in pericolo, ha iniziato a sembrarmi molto malinconica.

Decidere i punti da sottolineare

Una volta analizzato a fondo il video, è il momento di pianificare il lavoro.

Cos'è e come funziona lo spotting

Cos’è e come funziona lo spotting


Quando entra la musica? E quando finisce? Quali sono i momenti della scena che vuoi sottolineare con la musica? Quale stile userai, per creare quale atmosfera?

Chi scrive una soundtrack non decide da solo come rispondere a queste domande.

Che cos’è lo Spotting

C’è una fase importante della lavorazione di ogni film o video che è lo spotting, cioè la riunione alla quale prendono parte regista, produttore e compositore.

Copione alla mano, chi lavora al film decide i momenti in cui entrerà la musica, lo stile della soundtrack, i particolari dell’esecuzione. Il compositore prende nota delle decisioni e dell’effetto desiderato, e da quel momento inizia il suo lavoro.

Non è un lavoro solitario, quindi: anche dopo lo spotting, il compositore continuerà a far esaminare il suo lavoro da regista e produttore, in uno scambio continuo.

Si tratta di un momento molto importante che non può essere saltato neanche nelle produzioni più piccole e low budget perché è il momento in cui la visione di chi scrive musica si incontra con la visione di chi si occupa delle immagini.

Lo Spotting: la riunione che decide la musica che sentirai nei film. Condividi il Tweet

In questo caso, ad esempio, la mia idea sarebbe stata quella di seguire l’azione da lontano, di lasciare la musica distante dall’azione.

Invece Massimiliano Marras (l’insegnante che aveva seguito il progetto) e che in questo caso possiamo considerare il produttore, mi ha chiesto di sincronizzare la musica all’apertura delle ali del satellite nel finale, e di insistere sulle sonorità techno più di quanto avrei fatto.

Nel finale puoi quindi sentire un arpeggio di un sintetizzatore dal suono ruvido e metallico che segue i movimenti delle alette.

All’opera: scegliere i virtual instrument

È arrivato finalmente il momento di comporre.

Scegliere le sonorità per una soundtrack

Scegliere le sonorità per una soundtrack


Ho individuato tre “personaggi”, in questo video: lo spazio, la Terra, il satellite.

A ognuno di questi personaggi ho associato un virtual instrument.

1) – Lo spazio

Il primo virtual instrument mi è servito a impostare l’atmosfera dello Spazio. L’ho estratto da una library EastWest Quantum Leap che si chiama Goliath.

Il virtual instrument che ho scelto (che peraltro si chiama proprio Stargate) è particolarmente ricco, perché non è un semplice effetto sonoro sintetizzato da suonare con la tastiera, ma uno strumento che grazie al comando Mod può richiamare quattro layer diversi per ogni nota.

Nella pratica, significa che se premo un singolo tasto sentirò il suono modificarsi man mano che aumento il valore di Modulation.

I valori di Modulation si cambiano o scrivendoli nel sequencer (di seguito ti mostro come si fa) oppure muovendo il comando MOD dalla tastiera musicale.

Il passaggio da un layer all’altro avviene senza soluzione di continuità. Questo mi permette una grande varietà di suoni da riprodurre, perché posso usare anche i sample prodotti dal mix tra un layer e il successivo.

In questo esempio sto premendo un C3 (il Do della terza ottava della tastiera) mentre modifico dal sequencer il valore di Modulation, dal minimo al massimo. Come puoi sentire, a ogni modifica passo da un layer all’altro in modo continuo, senza stacchi.

Questa è la schermata corrispondente di Logic Pro X:
La schermata di Logic con le modifiche di MOD

La schermata di Logic con le modifiche di MOD

Come vedi dalla figura la nota è sempre la stessa (quella linea piatta bianca della traccia superiore), mentre il suono cambia man mano che aumento il valore di Modulation (i dati in verde della traccia inferiore, riportati in grigio in quella superiore).

Quando trovi il suono che ti soddisfa, puoi usare quel valore di Mod per tutto il tuo brano. Oppure puoi modificarlo nel tempo per un effetto più vario.

Io ho scelto di usare uno stesso valore per tutta la scena. È il primo suono che senti all’inizio del brano, oltre al coro.

Il volume è sempre basso, solo un tappeto sonoro, ripetuto lungo tutto il progetto per mantenere questa atmosfera sospesa e un po’ inquietante.

2) – Il satellite

La seconda traccia contiene un sound effect (che si chiama Butcher’s Blade) dal suono freddo e penetrante. È il suono che alla fine del filmato segue l’apertura delle ali del satellite e l’emissione del raggio.

Tra quelli che ho provato è stato quello che più di ogni altro aveva quel sound minaccioso e metallico che mi era stato richiesto.

Anche in questo caso, si tratta di un virtual instrument che può usare sample da quattro layer diversi, a seconda di come viene fissato il valore di Modulation.

Questa è la gamma di suoni che può produrre:

Il valore di Mod che ho usato qui è stato basso, in modo da ottenere un sound metallico senza l’aggiunta delle sonorità che senti nei layer successivi.

3) – La Terra

La Terra è l’unico elemento umano in questo video di spazio e tecnologia, e la scelta di un coro che la rappresentasse è stata naturale.

Le associazioni più semplici sono spesso le migliori: ricorda che la musica per immagini deve aiutare lo spettatore a immergersi nella storia. Cerca di rendergli le cose facili.

Quando in un film vedi un campo di battaglia, in sottofondo c’è quasi sempre una tromba, o un corno, o una marcia di tamburo. Succede nei film di Hollywood, succede nelle produzioni indipendenti, succede in un qualsiasi documentario.

E non perché i compositori non hanno fantasia, ma perché un rullo di tamburo è l’associazione che funziona di più, e il compito di chi scrive musica per immagini è scrivere musica che funzioni.

Con la musica per immagini aiuti lo spettatore a immergersi nella storia. Usa associazioni semplici. Condividi il Tweet
Il coro che ho scelto in questo caso, però, non è un coro qualunque.

Un coro da chiesa, con voci umane presenti e realistiche, non avrebbe molto senso nel caso di immagini dello spazio.

Ho cercato perciò una sonorità vaga, quasi incorporea. Lo strumento che ho scelto si chiama Achtung Lady, e appartiene alla stessa raccolta dei primi due.

Qui, man mano che aumenti il valore di MOD, il suono delle voci viene percorso da una sorta di vento sempre più forte, che alla fine copre completamente le voci:

Visto che quello che mi serviva era proprio un coro, senza altri suoni, ho tenuto il valore di Mod al minimo, per sfruttare solo il layer con le voci in primo piano.

Le voci sono sincronizzate con le immagini del pianeta. Entrano nella prima inquadratura della Terra, a 0:04.

Si sentono fino a quando i pannelli del satellite iniziano a girare. Da lì in poi inizia la minaccia tecnologica, e le voci umane vengono sovrastate dal suono metallico.

Individuare i sync point

Hai un’idea chiara di cosa vuoi ottenere, hai scelto gli strumenti, non ti resta che iniziare a suonare.

La prima cosa da fare è individuare i punti in cui vuoi che la musica si incolli perfettamente alle immagini, cioè individuare i sync point.

Nel video i sync point sono tre:

  • La comparsa della Terra, a 0:04.
  • L’apertura delle alette del satellite a 0:23
  • Il raggio luminoso a 0:39

In questi casi la musica non si limita a fare da sfondo, ma si sincronizza alle immagini seguendone da vicino i movimenti. E così senti l’ingresso del coro proprio nel momento in cui compare la Terra, un arpeggio metallico proprio quando si aprono le ali del satellite, l’accordo finale in contemporanea al raggio.

In Logic ho segnato i Sync Point con dei marker.

Un marker è un tag che metti a un momento preciso della musica o, come nel nostro caso, del video.

Per usarli, la prima operazione da compiere è visualizzare la traccia Marker, cliccando sull’icona con la bandierina, che si attiverà diventando blu e mostrando una nuova traccia:

La traccia Marker di Logic Pro X

La traccia Marker di Logic Pro X

A questo punto, premendo G da tastiera, potrai visualizzare sia i frame del video che la traccia Marker.

Individuato un sync point, ti basterà cliccare in quel punto per spostare il cursore di riproduzione e poi cliccare sul simbolo + accanto a Marker.

Il vantaggio è che in questo modo hai sempre in evidenza la posizione dei sync point, passi immediatamente da un marker all’altro con i comandi da tastiera, e ti è più comodo includere la musica dei sync point nel resto del brano.

Una volta creato un marker puoi personalizzarlo per deciderne il colore, il nome, lasciare delle annotazioni. Nell’esempio, dopo aver colorato i marker (che all’inizio sono sempre bianchi) ho lasciato i nomi di default per i primi due e annotato il terzo:

Tre marker creati e personalizzati in Logic

Tre marker creati e personalizzati in Logic

Non è detto che in una scena ci siano per forza dei sync point: la musica può anche seguire le immagini senza sincronizzarsi con nessun evento in particolare, ma è importante deciderlo prima di mettersi a suonare.

È una delle decisioni che si prendono durante la fase di spotting di cui ti ho parlato prima perché, come puoi immaginare, se esistono dei sync point condizioneranno tutto quello che metti prima e dopo l’evento.

In passato, per sincronizzare la musica a un punto preciso del video si usavano varie tecniche. Dall’uso di un cronometro per misurare i tempi e riportarli sulla partitura, a fori nella pellicola che, proiettati nella sala di incisione, avvisavano l’orchestra e il direttore dell’avvicinarsi di un sync point.

Con i sequencer la sincronizzazione tra musica e immagini è molto più intuitiva. In questo caso, ad esempio, servendomi dei marker ho posizionato il cursore vicino ai momenti significativi del video e ho iniziato a suonare, registrando vari tentativi finché non ho trovato soluzioni convincenti.

Il formato SMPTE

In ogni sequencer puoi visualizzare il tempo nel formato standard SMPTE (Society of Motion Picture and Television Engineers, l’organizzazione internazionale della quale VFX Wizard è una delle poche aziende italiane a essere membro sostenitore).

Il timecode SMPTE è lo stesso usato per il timing dei video ed è suddiviso in coppie di numeri che indicano le ore, i minuti, i secondi e i frame, cioè i fotogrammi.

Logic ha molti strumenti che ti aiutano a sincronizzare precisamente audio e immagini, ma per ora limitiamoci a visualizzare il formato SMPTE: basta andare col cursore sulla sinistra del display, nella sezione Display Mode, e selezionare la modalità Time.

La visualizzazione del Tempo in modalità SMPTE

La visualizzazione del Tempo in modalità SMPTE

Ad esempio: 01:04:37:12 indica un’ora, quattro minuti, trentasette secondi e dodici frame. In realtà è più complicato di così, specialmente quando abbiamo a che fare con la sincronia dei dialoghi, ma per un progetto come questo – dove l’unico audio è la musica – è sufficiente sapere questo e che l’audio può cambiare molto più velocemente delle immagini.

Perché? Perché in fase di montaggio si può tagliare il video solo in corrispondenza con un frame del timecode indicato sopra, invece l’audio può essere tagliato e modificato a una risoluzione maggiore.

Senza scendere in troppi dettagli tecnici, se hai un video a 24 frame al secondo e audio a 48Khz, puoi tagliare il video ogni 1/24 di secondo (0.041 secondi) mentre è teoricamente possibile tagliare l’audio in ognuno dei campioni, cioè in 48 mila punti per secondo.

Questo significa che i punti di taglio dell’audio sono duemila volte di più rispetto a quelli del video, ma come vedremo poi non è un gran vantaggio perché, almeno nella musica, tanta accuratezza non è necessaria, ed è anzi possibile oltrepassare o anticipare un’azione anche di molti frame.

Una volta registrata la musica di un sync point, puoi perfezionare la sincronizzazione spostando le note MIDI all’interno del MIDI Editor, in modo che coincidano più precisamente con le immagini.

Posizionare le note sulle immagini

In questo esempio ho fatto quello che potresti fare in qualunque sequencer, senza sfruttare gli strumenti più avanzati di Logic e basandomi solo sul posizionamento delle note sui sync point.

Nella figura puoi vedere a sinistra la finestra con il video importato in Logic Pro X, a destra in verde la traccia con il coro e in basso la stessa traccia in dettaglio, con in rosso le tre note dell’accordo cantato dal coro.

Come vedi, nel punto in cui si trova il cursore il coro ha iniziato a cantare da pochi istanti, proprio quando la Terra ha iniziato a comparire sullo schermo.

Una semplice sincronizzazione di immagini e audio in Logic Pro X

Una semplice sincronizzazione di immagini e audio in Logic Pro X

Quanto deve essere preciso il sync fra immagini e audio? Nel caso della musica (non in quello del dialogo), l’occhio umano coglie una discrepanza quando la differenza è fra i due e i quattro frame. In secondi, due frame equivalgono a 1/12 di secondo, ossia a 0.08 secondi con il frame rate standard del cinema, cioè 24 fotogrammi al secondo.

Oltre questa soglia lo spettatore avverte che musica e immagini non accadono contemporaneamente.

Essere precisi è importante, quanti più sync point devi seguire e quanto più il ritmo è veloce.

Usando un sequencer, come hai visto nell’immagine sopra, è facile posizionare ogni nota nel punto giusto, specie se nella finestra dell’editor MIDI aumenti il fattore di zoom per visualizzare le frazioni di secondo della griglia di riferimento.

La musica

Una caratteristica importante della musica per immagini è che difficilmente ti troverai a scrivere un brano in modo lineare, dall’inizio alla fine.

Alcuni aspetti della musica per immagini

Alcuni aspetti della musica per immagini


Più spesso, inizierai a comporre da un punto preciso della scena, quello con un sync point, e poi a cercare di inquadrare questo segmento in un brano coerente.

Oppure, come in questo caso, ti troverai a fare un percorso parallelo: seguire l’azione nei sync point, e nello stesso tempo pensare a come sviluppare una frase musicale che amalgami quei tre punti in un motivo.

Ho organizzato il materiale musicale in questo modo:

  • Ho seguito il primo sync point con il coro
  • Per il secondo sync point, l’apertura delle ali del satellite da 0:23, ho scelto di usare un arpeggio lento suonato dal sound effect metallico, in modo da accompagnarne i movimenti
  • Per il terzo sync point, che coincide anche con l’ultima azione del video, la soluzione naturale è stata un accordo che desse stabilità e conclusione al brano

Mentre fissavo questi punti ho lavorato su una frase musicale che potesse amalgamarli bene. L’idea generale era questa:

Il resto del lavoro è consistito nello svilupparla e nell’arrangiarla in modo da dare un’idea coerente di quello che accadeva nelle immagini.

Il mickey-mousing

Come vedi nel video, non ho seguito ogni istante dell’azione. Stabiliti i tre punti da sottolineare, ho lavorato sul resto piuttosto liberamente.

Ricordi i cartoni animati Disney in bianco e nero? L’orchestra ricalcava con la musica ogni movimento compiuto dai personaggi.

Se Topolino sale dei gradini, l’orchestra suona una scala ascendente; se Topolino scende, l’orchestra suona una scala discendente.

È un dispositivo tipico del cinema comico, usato così tanto nei classici Disney che, quando le note seguono secondo dopo secondo ogni elemento delle immagini, si parla proprio di mickey-mousing.

A meno che non ci sia una scelta stilistica precisa o un intento comico, ricorda di evitarlo: lo scopo è scrivere note che diano risalto alle immagini non di ricalcare ogni azione.

Il bello della musica digitale

Abbiamo visto alcuni punti fondamentali che ti trovi ad affrontare componendo musica per immagini.

Non importa se stai scrivendo l’intera colonna sonora del prossimo Batman o un breve passaggio per il video del matrimonio di tuo cugino: i punti fondamentali del lavoro non cambiano.

Dovrai sempre rispondere a una serie di domande sullo scopo della tua musica, organizzare minuziosamente il tuo lavoro, conoscere il software che usi.

E questo prima di iniziare a scrivere la prima nota.

Durante la composizione, poi, dovrai trovare dei punti di equilibrio: avvicinarti al video abbastanza da raccontarne l’atmosfera ma non tanto da mimarlo; scrivere musica che esalti le immagini ma senza soffocarle.

Non è un lavoro semplice, ma il bello di lavorare con i sequencer è che puoi fare tutti i tentativi che vuoi per trovare la tua soluzione, e ogni volta tornare indietro con un semplice Cmd+Z.

Magari fosse così semplice nella vita.

Spero quindi che questo tutorial ti abbia dato un’idea di alcuni problemi tipici della musica per immagini, e anche di quanto sia bello e divertente trovarne le soluzioni.

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Susanna Quagliariello Autrice pubblicata, laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale al conservatorio, certificazione Berklee di Composizione e Orchestrazione per Musica da Film. Susanna è amministratore di VFX Wizard srl e direttore dell'Accademia di Cinematografia Digitale FaiStrada®.

24 commenti

  1. Cristiano |

    Bellissimo ed illuminante!
    Grazie Susanna, mi è proprio piaciuto!

  2. Susanna Quagliariello |

    Grazie mille, Cristiano, spero possa essere utile. 🙂

  3. Giacinto |

    Scritto molto bene ed illuminante per chi non si è mai cimentato prima in composizione di colonne sonore. Un unico appunto sul mickey-mousing. In realtà la sottolineatura di ogni passaggio di un film non provoca necessariamente un effetto comico. Ad esempio in Schindler’s list, la colonna sonora viene suonata quasi ininterrottamente durante tutto il film sottolineando in modo discreto quello che accade sullo schermo.

  4. Giuseppe |

    Stupendo! Sono un compositore e il mio sogno saprebbe scrivere musica per immagini. Grazie

  5. Susanna Quagliariello |

    Ciao Giacinto e grazie.
    In Schindler’s list, come dici tu stesso, la musica sottolinea in modo discreto quello che accade.
    Il mickey-mousing invece è un’altra cosa. Per il mickey-mousing non basta che la musica sia presente, deve essere anche sempre in primo piano.

    Prova a ricordarti i film di Tom & Jerry: l’orchestra suona un passaggio velocissimo per seguire il gatto che insegue il topo, si ferma all’improvviso quando il gatto si ferma, riparte in fortissimo quando il gatto riparte.
    Non si limita a sottolineare le immagini, ma mima con le note ogni vaso che cade, ogni porta sbattuta. È davvero difficile immaginare tutto questo al di fuori di un contesto comico.

  6. stefano bottari |

    Io avrei sonorizzato anche i movimenti del satellite…..

  7. Paolo |

    Molto interessante, mi hai fatto venire voglia di rivedere almeno una decina di film, grazie!

  8. Susanna Quagliariello |

    Ciao Stefano. Magari per il prossimo tutorial sugli effetti sonori 😉

    E grazie mille a Paolo, poi ci passi la lista dei film!

  9. Jackmau |

    Anche se non sono più utente di Logic sono contento di aver ritrovato in questo articolo molte delle mie abitudini compositive: dall’utilizzo abbondante di marker a quello di suoni morphing tramite automazioni (mi piacerebbe avere i vst della quantum leap, ma devo accontentarmi di kore della native instruments, che per quello che faccio mi va benissimo) però io non ho mai studiato composizione in vita mia (le mie conoscenze si limitano all’armonia classica e jazz, in quanto pianista), faccio il compositore e il sound designer un po’ a tempo perso (anche se attualmente a contratto per un film) e non mi sento “veramente” un compositore, ma non vedo sul mercato italiano corsi di composizione “da film”, ho visto che hai una certificazione della Berklee, come l’hai ottenuta? Mi consiglieresti un percorso del genere? Che consigli avresti per un giovane compositore in erba che rifugge allo stesso modo i corsi di composizione classica e quelli di produzione elettronica?

  10. eugenio |

    grazie per aver condiviso, è stato molto utile… spero pubblichi un seguito..

  11. marco |

    Salve Susanna,

    è possibile che anche un totale profano di musica come me abbia capito questo articolo e lo abbia trovato interessante, o è solo un’illusione..?

  12. Lorenzo |

    Ciao Susanna! 🙂
    Innanzitutto grazie per l’offerta della tua conoscenza musicale riguardo la musica da film.Il lavoro che hai fatto è davvero niente male!!! Brava!!!
    Anche io utilizzo Logic Pro X e mi sto affacciando adesso alla composizione in musica per film(frequento da appena 1 anno il Corso in composizione in musica da film al [tolto nome istituto]).
    La mia DOMANDA è:
    nell’esempio che hai riportato Tu con questo video la questione di mettere a tempo la musica con le immagini,come tu stessa hai detto,non era un grande problema.Ma quando ho delle scene che cambiano a intervalli irrregolari,come faccio a mettere la musica a tempo?
    Non so se sono riuscito a spiegarmi correttamente! xD
    Grazie in anticipo!!!
    Lorenzo

  13. Susanna Quagliariello |

    Grazie Marco!
    Spero non sia solo un’illusione, perché quello che descrivi è proprio lo scopo di questo articolo 😉 .

  14. Susanna Quagliariello |

    Ciao Lorenzo e grazie a te!

    Ho tolto il nome dell’istituto che frequenti perché 1) non lo conosco bene e 2) io stessa dirigo una scuola e non voglio dare l’impressione di parlare male del lavoro di altri insegnanti.

    Però devo dire che trovo sconcertante che in un intero anno di corso un argomento essenziale come l’alterazione del tempo nella musica da film non sia stato trattato approfonditamente – nei miei corsi e in tutti quelli che conosco è qualcosa sulla quale si deve fare pratica sin dall’inizio.

    Per rispondere alla tua domanda, sincronizzare le immagini a una scena che cambia ritmo dipende da molti fattori e non esiste una ricetta universale.

    Dipende dai desideri del regista, dalle emozioni espresse nella scena e anche da fattori pratici (ad esempio: è il compositore a dirigere l’orchestra? è un underscore generico o un mickeymousing preciso al frame? è un unico piano sequenza oppure c’è montaggio serrato?)

    Comunque il primo passo è sempre il punto 1 di questo articolo: “Capire il ritmo delle immagini”. Guardi la scena e la solfeggi mentalmente, in modo da estrarre il ritmo del montaggio.

    In questa fase trovi anche i BPM giusti, quelli che si allineano al meglio al ritmo della scena.

    Se nel tuo corso ti hanno fatto musicare scene di film muti, come alle volte si fa per allenare uno studente ai cambi di tempo più estremi, avrai notato che i film muti non avevano un frame rate costante e trovare un BPM di riferimento è difficilissimo: devi continuamente riallinearti alle immagini.

    Normalmente però con scene che hanno ritmi molto diversi puoi all’estremo decidere di dividere la scena in sezioni più piccole che abbiano un ritmo ragionevolmente omogeneo, oppure potresti usare un unico accordo sostenuto che attraversi un’intera sezione.

    Le possibili soluzioni dipendono dal genere del video, dallo stile della musica che ti viene richiesta e dalle decisioni prese durante lo spotting con regista e produttore.

  15. Massimo Casanova |

    Gentilissima, innanzitutto, davvero complimenti per i contenuti di questo sito. Dettagliati e scritti con chiarezza e passione. Sono un musicista dilettante, da sempre appassionato alla meraviglia della composizione per grande orchestra. Da qualche tempo, sfruttando una obbligata sosta dal lavoro causa un piccolo infortunio, mi sono regalato un po’ di tempo per studiare Logic Pro e la Symphonic Orchestra di EWQL. E sto, appunto, dilettandomi, per adesso, cercando di ricreare i suoni di quelle partiture che avevo letto e riletto sin da ragazzino. Sto ricostruendo ora l’intermezzo della Manon di Puccini e, le confesso, che, dopo aver messo insieme gli archi, e i corni all’attacco del tema d’amore in ff, mi sono emozionato come un bambino a sentire il suono, proprio quel suono, venir fuori dal mio Mac.
    Ho cercato e trovato in rete molti tutorial per la creazione di suoni realistici, ma, vista l’accuratezza delle sue spiegazioni mi chiedevo se ne avesse qualcuno da consigliarmi, suo o di altri, proprio sulla tecnica di riproduzione dell’orchestra sinfonica. La ringrazio anticipatamente. Saluti cordiali. Massimo Casanova

  16. Giuseppe |

    Complimenti per l’articolo,
    Ho seguito i tuoi consigli e dal mio punto di vista posso dire che i risultati si “sentono” .
    Grazie
    Giuseppe Da Ravenna

  17. Francesco Gallo |

    Ciao Susanna, trovo molto interessante il tuo tutorial. Dettagli molto utili da tener presente ad ogni tentativo di composizione musicale per immagini. Grazie

  18. MARCO |

    ciao sussanna, bellissimo articolo ma io ti faccio una domanda:
    è possibile adattare le immagini alla musica, cioè fare l’opposto. grazie a presto

  19. Susanna Quagliariello |

    Grazie, Francesco, mi fa piacere esserti stata utile.

  20. Susanna Quagliariello |

    Ciao Marco,
    certo che è possibile e per certi versi è il sogno di ogni compositore di soundtrack: che siano le immagini ad adattarsi alla sua musica e non il contrario 🙂
    Però, proprio per questo, in questo caso non si parla più di “Musica per immagini”, ma di “Immagini per la musica”, e attiene più al mondo del montaggio che a quello musicale.

  21. Francesco |

    Ciao io ho 12 anni ma ho già le idee chiare da quando ce ne avevo 4. Mio padre mi regalò Logic Pro x ( il computer ) a 10 anni mentre già stavo studiando pianoforte. Lo desideravo da una vita. Adesso già compongo o almeno arrangio delle idee ma io e un mio amico siamo già intenzionati nel costruire un progetto: il mio amico ( Valerio ) creerà un video game mi ha già chiesto di arrangiarlo come ho già arrangiato molte cose ma devo ammettere che questa pagina è stata un’illuminazione. Tutti conoscono ciò che faccio ( amici, amici dei miei genitori… ) e mi dicono che sono bravo ma non me ne vanto. So che si può fare sempre di meglio e non mi stancherò di dirlo. Grazie

  22. Danilo Mariani |

    Interessantissimo l’articolo…però il commento musicale non lo chiamerei musica, ma ottima scelta di effetti sonori…la musica è un’altra cosa.
    Un saluto

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