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Colonne Sonore, Musica da Film e Canzoni con Strumenti Virtuali e Sequencer Midi

Comporre musica da film: il genere Horror e Thriller

12/06/2014, di Susanna Quagliariello, Sezione Musica da film, serie e sigle

Era una notte buia e tempestosa, questo lo sanno tutti. Ma che musica c’era in sottofondo? Ecco una guida per scrivere canzoni e colonne sonore così orrorifiche che neanche Ozzy Osbourne quando si sveglia male.

Guida alla composizione di musica dark


Anche se si tratta necessariamente di una guida introduttiva, questa lunga guida è una dettagliata spiegazione delle tecniche, degli stili e dell’impostazione musicale per la composizione di musica da film di genere dark, dal cinema dell’orrore classico alle musiche inquietanti adoperate per suscitare disagio e allarme in qualsiasi genere: dal thriller al fantasy al detective movie.

Puoi trovare utile anche il grande tutorial sulla composizione di una colonna sonora, dove ritornano alcuni temi trattati in questa guida, come il senso di minaccia e la necessità di porre in secondo piano la musica rispetto alle immagini per potenziarne l’impatto emotivo.

Cosa trovi in questa guida alla musica Horror e Thriller?

  • Nella prima sezione ti mostro le soluzioni usate in alcune colonne sonore leggendarie, come Halloween, Lo Squalo e Nightmare e come puoi sfruttarle facilmente anche nelle tue musiche.
  • Nella seconda sezione scendo un po’ più nella teoria musicale, con gli accordi e le progressioni tipiche di questo genere.
  • Nella terza e ultima sezione parliamo di musica metal e ti mostro una semplice applicazione delle tecniche di questa guida, creando la soundtrack che vedi qui sotto.

Il video col classico “corridoio della paura” contiene molte delle tecniche che spiego in questa guida, e i 24 secondi di musica hanno richiesto probabilmente meno di un’ora per l’assemblaggio definitivo.

Non la definisco “composizione” perché non è una partitura orchestrale classica, ma proprio per questo ti permette di comprendere come il genere dark negli ultimi trenta anni si sia sempre più intrecciato con musica sperimentale, sound design e persino musica metal.

Per quanto semplice, è il tipo di progetto che puoi portare a termine anche se non hai una formazione classica semplicemente con un sequencer e seguendo questa guida.

Nonostante questo, le tecniche descritte sono le stesse della produzione professionale e questa guida tratta il genere dark più ampiamente della maggior parte dei testi classici dedicati alla composizione di musica cinematografica.

Scopo del genere musicale: disorientare lo spettatore

Un film horror cerca di farti perdere in un mondo di paura togliendoti ogni punto di riferimento.

E così bambini apparentemente dolcissimi diventano emissari del diavolo, le bambole uccidono, per non parlare dei pagliacci. La musica deve seguire lo stesso schema.

Di conseguenza lo scopo della musica di un film horror è disorientare l’orecchio dello spettatore.

La buona notizia è che questo può rendere più facile la realizzazione di una colonna sonora anche a chi non ha una formazione classica di composizione e orchestrazione.

Scrivere musica horror significa disorientare l'orecchio dello spettatore. Condividi il Tweet

La Tonalità nella musica da film dell’orrore

In un brano la tonalità è una sorta di mappa che ci fa capire le relazioni tra i suoni.

Un ottimo modo per spiazzare l’ascoltatore è togliergli questo punto di riferimento. È una delle convenzioni di questo genere musicale.

Qualche idea:

  • Atonalità. Il brano non ruota attorno a una nota in particolare come succede nella musica tonale, ma ogni nota è indipendente dalle altre. In un brano di musica atonale, quindi, non applicherai le tecniche sugli accordi di cui abbiamo parlato, che funzionano proprio grazie alla relazione tra una nota e l’altra all’interno di una scala, ma potrai comunque creare una sensazione di caos molto suggestiva.
  • Modulazione. Consiste nel cambiare la tonalità del brano: parti da Do maggiore, moduli in Fa# minore e così via. In questo modo dai sì una cornice di riferimento all’orecchio dell’ascoltatore, ma la cambi di continuo e improvvisamente.
  • Usare più tonalità contemporaneamente. Per questo devi conoscere un po’ di teoria musicale, ti accenno il concetto qui sotto, nella parte dedicata a Lo Squalo di John Williams e a come ingenera un senso di minaccia.

Lo Squalo, colonna sonora con tonalità diverse

Un esempio perfetto dell’ultimo punto è la meravigliosa colonna sonora scritta da John Williams per Lo Squalo.

Senti quello che succede a partire da un minuto e 13 secondi. I flauti cantano una melodia infantile e allegra in maggiore, mentre sullo sfondo archi e ottoni continuano le loro minacce in minore.

È un esempio di politonalità (in questo caso, visto che le tonalità sono due, bitonalità). Una melodia che ruota attorno a una nota, mentre un’altra in contemporanea ruota attorno a una nota diversa, destabilizzano l’orecchio, e creano un clima di incertezza.

La politonalità è un dispositivo spesso associato a Stravinsky (un’opera su tutte: Le Sacre du printemps) e che nelle colonne sonore è legato in genere a momenti di forte tensione.

Williams lo usa anche all’inizio dell’Imperial Attack di Star Wars, quando il pedale che fa da sfondo fa pensare a una tonalità diversa da quella del trio di trombe che attacca subito dopo.

In anni più vicini a noi, Hans Zimmer lo usa per la scena della battaglia iniziale in Il Gladiatore e nel Gladiator Waltz.

Il Detune, come distorcere intenzionalmente lo strumento

Un altro effetto che avrai sentito migliaia di volte è quello di scordare la nota. Cioè farla suonare non perfettamente intonata ma con un suono che sale o scende progressivamente, come se stessi accordando le corde di una chitarra.

Si tratta di un effetto che non puoi ottenere con un pianoforte, a meno di non aprire la cassa e iniziare a scordare fisicamente le note, come hanno fatto ad esempio Hans Zimmer per la colonna sonora di Sherlock Holmes (anche se poi in quella definitiva ha optato per un pianoforte autenticamente danneggiato) e Bear McCreary per la colonna sonora di Black Sails.

Però è facile farlo se hai un sequencer qualunque e uno strumento virtuale.

Video Tutorial: il detune in pratica

Qui ti spiego come ottenerlo in due minuti e già dal jingle iniziale puoi sentire un possibile risultato:

Adoperare Effetti Sonori oltre agli strumenti

Usare degli effetti sonori ti permette di dipingere un’atmosfera in pochi istanti. Dove trovarli? Per esempio:

  • Tra i loop del tuo sequencer. Sia che usi software professionali come Logic o Cubase, che altri più semplici come GarageBand, troverai una database di suoni forniti di default. Molti sono veri e propri pezzi di musica, altri invece sono rumori: applausi, cani che abbaiono, cigolii…
  • Nella library di virtual instruments. Alcune collezioni di strumenti hanno, oltre agli strumenti musicali veri e propri, anche effetti che puoi riprodurre con la tua tastiera midi. Una library che mi piace molto è Goliath, della solita EastWest/QuantumLeap. Al suo interno ha una fornitissima collezione di sonorità elettroniche che si chiama Stormdrone.
  • Crearli con un po’ di inventiva. Prendi un suono qualunque (la nota di un flauto, una voce femminile che dice “Ciao”, il rumore di un tubo di scappamento) e ti sbizzarisci a modificarlo nel tuo audio editor applicando effetti, modificando la forma d’onda, giocando con i riverberi. Le possibilità sono infinite.

Il tema di John Carpenter per Halloween

A volte gli effetti sonori entrano a far parte di grandi classici della musica horror, come il leggendario Halloween di John Carpenter.

Mentre il brano modula portando a passeggio il nostro orecchio per sentieri spaventosi, c’è un suono che resta costante: un insetto, un ingranaggio, un rullo di pellicola che gira a vuoto?

Qualunque cosa sia, è inquietante:

E vale la pena ricordare che qui Carpenter è sia compositore della musica che regista.

Quali strumenti usare per mettere in tensione l’ascoltatore

Ci sono strumenti perfetti per creare le sonorità inquietanti che ci occorrono. E come abbiamo visto, spesso si usano anche effetti sonori.

Di seguito trovi gli strumenti classici, ma ci sono anche soluzioni più di nicchia come PadShop di Steinberg o il nuovo GhostWriter della EastWest che possono essere usati efficacemente.

Nenie, filastrocche e cantilene inquietanti

È un effetto che trovi in un buon venti percento dei film horror e di un numero incalcolabile di trailer, e funziona sempre perché segue uno dei capisaldi dell’horror: deformare oggetti o persone apparentemente innocue rendendole inquietanti.

La più bella, per me, resta la cantilena all’inizio del primo Nightmare di Wes Craven.

La filastrocca di Nightmare

Anche doppiata “fa paura la sua voce / prendi subito la croce” resta inquietante: e se qualcosa sopravvive al doppiaggio vuol dire che è davvero forte.

Nell’originale incluso qui sopra (ma non nella versione doppiata) è una “nursery rhyme”, filastrocche che tra le altre cose servivano a insegnare ai bambini a contare.

Fra poco vediamo un altro uso cinematografico dello stesso tipo di filastrocca, comunque questo grande classico non smette mai di funzionare. Visualizza questa scena:

  • La macchina da presa entra nella stanza di un bambino. Giocattoli, poster, qualche vestitino sparso qui e là.
  • In sottofondo, la ninnananna di un carillon, che diventa sempre più lenta e alla fine si ferma (o diventa stonata con l’effetto detune che hai visto prima).

Può sembrare un cliché abusato, ma in realtà c’è un’ottima ragione narrativa se questa tecnica funziona.

Sfrutta il contrasto tra innocenza e malvagità

In Blade Runner, Rutger Hauer recita appunto una “nursery rhyme” nel finale, quando gioca al gatto col topo contro Harrison Ford.

L’associazione tra gioco e minaccia fa proprio parte del contrasto narrativo, non solo in campo musicale.

Andando oltre, puoi usare nello stesso modo le note più alte del pianoforte, che hanno lo stesso timbro cristallino di un carillon.

In alternativa, se hai a disposizione una collezione di cori virtuali, puoi scegliere una voce bianca solista.

In questo esempio ho usato un effetto sonoro come sfondo e una voce di bambino.

Per aumentare il senso spettrale ho usato il riverbero di una sala molto grande, e poi ho modificato il pan in modo che la voce sembri provenire non dal centro ma lateralmente.
L'associazione tra gioco e minaccia fa parte del contrasto narrativo. Condividi il Tweet

Adopera le inusuali sonorità degli strumenti etnici e rari

Oltre a strumenti classici come l’organo o la tuba, puoi sfruttare altri meno conosciuti e quindi più potenzialmente inquietanti.

Un’idea è di procurarsi una library di strumenti virtuali etnici. In una di quelle che adopero più spesso, la Ra della EWQL, gli strumenti sono divisi per area geografica di appartenenza e poi per famiglia.

Basta un giro di perlustrazione tra le voci e trovo strumenti dai nomi affascinanti come Ngoni, Kora, Axatse, Ekpiri (Africa), Shakuhachi e Rag Dung (Estremo Oriente) e così via.

Inserire anche solo poche note di uno strumento esotico mette subito in allerta lo spettatore occidentale. Esattamente come succede quando senti un rumore anche fievole ma nuovo, che non sai spiegarti: il cervello si attiva subito per capire se questo elemento estraneo è pericoloso o no.

Strumenti e tecniche per la musica spaventosa

Il Kit del Giovane Compositore horror non può farsi mancare una serie ben definita di soluzioni, che ritroverai un po’ in tutti gli esempi di questa guida.

Accordi Cluster

Sono gruppi di note vicine (tre, cinque, o più) suonate contemporaneamente.

Come si fa a fare un accordo cluster? Non serve una grande preparazione teorica. Un tutorial molto breve potrebbe essere:

  1. prendi un pianoforte
  2. prendi un gatto
  3. fai camminare il gatto sul pianoforte
  4. entro pochi secondi sentirai degli accordi dissonanti

Premendo a caso tasti del piano, infatti, è molto più probabile produrre accordi di questo tipo che soavi armonie.

Un impiego tipico dell’accordo cluster è quello del colpo di scena

  • Una donna bellissima si sta truccando davanti a uno specchio. La macchina da presa la inquadra di spalle e lo specchio ce ne mostra il viso. La stanza è ariosa e illuminata dal sole, accanto allo specchio c’è un enorme vaso di fiori.
  • Cade un pennello da trucco, la donna ancora sorridente si china a riprenderlo (qui il regista non sposta la macchina da presa, togliendo allo spettatore la possibilità di sapere cosa sta accadendo) e quando la donna torna in scena vediamo che la parte destra del suo viso è completamente sfigurata e sanguinolenta.

Ed è in questa situazioni che un accordo cluster dà il meglio di sé:

Per aumentare l’effetto ricordati di utilizzare gli estremi del range dello strumento che stai usando. Nell’esempio ho usato le note più acute e più gravi del piano.

Effetti Cluster

Nelle library si strumenti virtuali si trovano spesso effetti sonori che si basano sullo stesso principio dell’accordo cluster. 

Un classico del cinema horror sono i cluster ottenuti con gli strumenti dell’orchestra classica: nelle library virtuali li trovi spesso in cartelle a parte (nella EastWest, per esempio, sono contenuti nella cartella Effects).

Qui sotto trovi qualche esempio, con violini e corni francesi:  

Come senti dall’esempio, gli strumenti intonano note vicine. Nei primi due esempi gli strumentisti seguono un andamento caotico, nell’ultimo salgono insieme ma disordinatamente verso la nota più acuta. 

Questo tipo di caos è ottimo per esprimere la confusione di un personaggio:

  • Una donna entra nello studio di suo marito, padre e impiegato modello, per mettere in ordine la stanza. Spolverando la libreria, apre per caso un’anta.
  • E sullo scaffale scopre degli enormi barattoli di vetro, con organismi alieni immersi in una soluzione giallastra.

Il vantaggio di questo effetto è che non è un suono improvviso che si esaurisce subito (come l’esempio di accordo cluster del piano). È un suono che dura alcuni secondi.

Nel nostro esempio i violini che vagano ognuno per conto suo, cozzando uno contro l’altro, sono l’ideale per sottolineare l’espressione smarrita della protagonista, persa in pensieri contrastanti ai quali cerca di dare un senso.

Strumenti che ricalcano le immagini

Un altro possibile impiego è per le scene più splatter: ti sarà capitato di vedere una di quelle sequenze in cui un cadavere è lasciato in balìa di mosche e insetti.

In questo caso l’effetto cluster di violini (vedi il primo dei tre esempi di sopra) è un raccordo perfetto tra il ronzio degli animali e la colonna sonora.

Suonare strumenti con tecnica estesa

Ha un risultato simile ai cluster ma più esasperato, perché consiste nel suonare con tecniche non ortodosse, sfidando i limiti strutturali di uno strumento.

Le sonorità prodotte maltrattando in questo modo una chitarra o un contrabbasso producono un effetto ancora più inquietante. 

Il primo esempio che senti qui sotto è una tecnica particolarmente famosa, l’effetto Penderecki, dal nome del compositore polacco esponente del posterialismo.

(E sì, la definizione di posterialkillerismo è venuta anche a me).

Se nella tua library di strumenti virtuali non hai effetti del genere, puoi rendere lo stesso mood sfruttando gli estremi del range dello strumento che stai usando, cioè le note più alte o più basse che quello strumento può produrre.

Che è proprio quello che in genere si evita nelle composizioni ordinarie

Ad esempio, puoi usare in fortissimo le note più acute di uno strumento a fiato, o il registro più basso possibile di un violoncello o di una tuba, esasperando le caratteristiche del loro timbro

L’importante è usare sempre valori di velocity molto alti, intorno al limite del 127: è difficile maltrattare uno strumento suonandolo in piano.

Gli Accordi della Musica Thriller e Horror

In due parole, l’armonia è la base sulla quale si costruisce il brano, e sostiene la melodia.

Nel thriller e nell’horror ci sono intervalli e progressioni di accordi specifici che suggeriscono ansia e inquietudine. Vediamo alcuni di quelli più usati.

Intervalli dissonanti

La caratteristica più tipica della musica per film horror è quella di essere dissonante, di basarsi cioè su intervalli che non suonano stabili e completi.

Al contrario hanno un suono sospeso, e in questo modo creano un’atmosfera irrisolta.

Più facile da fare che da spiegare: vediamo qualche esempio pratico.

Gli Accordi Diminuiti

Ascolta ad esempio un accordo come quello di Do maggiore

Tre note, Do, Mi, Sol, e il mondo ti sembrerà già un posto migliore.

Passa ora a un accordo diminuito:

È bastato spostarsi di poco, passare da Do-Mi-Sol a Do-Mib-Solb, e tutta la pace dell’accordo precedente sembra messa in pericolo.

La sensazione è che questo accordo abbia bisogno di un altro accordo che gli dia conclusione. Per esempio:

Ed eccoci al punto: invece di far finire la sospensione con un accordo maggiore, puoi impiegare una serie di accordi diminuiti per far salire la tensione sempre di più, senza risolverla mai. 

Nell’esempio qui sopra c’è una progressione di accordi diminuiti: Dodim – Re#dim – Fadim – Sol#dim.

Murnau è non-morto e lotta con noi

Avrai riconosciuto l’effetto al quale siamo arrivati con l’ultimo esempio: è quello tipico dei film dell’orrore ai tempi del cinema muto. Basta aggiungere un po’ di archi.

Il cinema ha impiegato questa tecnica così tanto che ormai è diventato un cliché e oggi avrebbe un effetto comico.

Murnau è non-morto e lotta con noi. Scrivere musica horror con pochi accordi. Condividi il Tweet

Ma puoi utilizzarla in maniera più sottile, per esempio lasciare questa progressione sullo sfondo e mettendo in primo piano una melodia che si ripete.

Come si formano gli accordi diminuiti

Un accordo diminuito è formato da questi intervalli:

  • prima fondamentale
  • terza minore
  • quinta diminuita

Quindi partendo dal nostro accordo di Do maggiore (Do – Mi- Sol), ottieni Do – Mib – Solb.

Video Tutorial: creare accordi diminuiti in pratica

Ancora troppo difficile? In questo video brevissimo ti mostro come usare la Traccia Accordo di Cubase per indicare il tipo di accordo che vuoi e ritrovartelo subito pronto.

Apprezzerai la versione horrorifica del jingle.

Quarta aumentata, il terribile tritono

Un altro intervallo considerato particolarmente instabile è il tritono. Ne ho parlato in questo articolo sull’Accordo del Male, ricostruendone storia e leggende.

Il tritono è un intervallo di quarta aumentata (o di quinta diminuita).

Tastiera pianoforte schema distanza tre toni

Come vedi dallo schema, bastano sei tasti successivi (bianchi e neri) per costruire un tritono, cioè un intervallo di quarta (Do-Fa) ma aumentata (Do-Fa#).

Come per tutti gli intervalli di cui abbiamo parlato, non devi usarlo per forza in un accordo, cioè suonando tutte le note insieme. I Black Sabbath l’hanno usato una nota dopo l’altra per la loro intro, e allo stesso modo tu potresti costruirci sopra una melodia. È proprio quello che ho fatto nell’esempio di musica horror che hai visto all’inizio.

Tritono Black Sabbath Musica Horror

Accordi di nona diminuita

I termini iniziano a farsi complicati, ma partendo dal nostro accordo di Do maggiore è tutto più semplice.

Do maggiore, ormai te lo sarai tatuato: Do-Mi-Sol.

“Nona diminuita” significa aggiungere il nono grado e poi arretrare di un semitono.

La nona di Do è il Re dell’ottava successiva.

Quindi aggiungiamo al nostro accordo il Re, Do-Mi-Sol-Re, e arretriamo di un semitono: Do-Mi-Sol-Reb, indicato nel sistema inglese con la sigla Cb9.

Molto suggestiva anche la versione minore, indicato dalla sigla Cminb9: da Do-Mib-Sol + Reb = Do-Mib-Sol-Reb. 

La scelta tra musica diegetica e extradiegetica

Quando si parla di colonne sonore non amo l’uso di canzoni (a meno che, ovviamente, non si tratti di musica diegetica, per esempio della musica che uno dei personaggi sta sentendo alla radio).

C’è stato un periodo, tra la fine degli anni ’80 e i ’90, in cui usare soltanto una canzone come colonna sonora in un segmento di film e serie era la norma. Pensa a Miami Vice.

Mi sembra che quest’abitudine stia riprendendo piede. Sarà per il tema, ma il primo esempio che mi viene in mente a proposito è The Walking Dead.

Il punto è che, almeno da spettatrice, se a un certo punto del film sento partire una canzone vengo completamente distratta: dalla melodia, dalla voce del cantante, dalle parole.

Questo tende a far crollare la sospensione dell’incredulità, come se una canzone vera e propria mi riportasse alla stanza in cui mi trovo e allo schermo che sto guardando, facendomi uscire dal film.

Ma, al di là delle mie idiosincrasie, adoperare proprio una canzone come parte della colonna sonora può essere efficace.

Prova ad applicare le regole di questa guida per modificare la struttura della guida su come si fa a comporre una canzone e distorci un po’ le regole in modo da introdurre un sottile senso di minaccia (o un fortissimo senso di minaccia: i gusti sono gusti).

Canzoni nelle colonne sonore di film e serie. Funzionano o rovinano l'atmosfera? Condividi il Tweet

Compositori classici: è ora di ascoltare un po’ di Heavy Metal

Tra i generi musicali è sicuramente quello che si avvicina più naturalmente all’horror: per lo spirito (maligno), per gli strumenti usati, per le armonie.

Per non parlare dell’abbigliamento.

Un gruppo heavy metal tende a impiegare ognuno degli elementi che abbiamo visto finora. Contemporaneamente.

Le sue potenzialità in fatto di armonia e melodia per il cinema dark sono enormi.

Ascoltare un album intero dei Black Sabbath o dei Judas Priest può essere un ottimo modo per studiare il genere e trovare ispirazione.

Lords of Salem di Rob Zombie (canzone)

Oppure si può scegliere di usare una canzone Metal per sostenere l’azione, come in questo video musicale.

È Lords of Salem di Rob Zombie (niente paura, è il nome d’arte di Robert Cummings) e potrebbe tranquillamente essere messo in scena esattamente come lo vediamo nell’animazione:

Questo perché le sonorità degli strumenti musicali impiegati suggeriscono da sole violenza e disperazione, indipendentemente da ciò che suonano.

Perfino il nostro accordo di Do-Mi-Sol, grattato su una chitarra elettrica potrebbe sembrare minaccioso.

Del resto Rob Zombie ha esordito ed è diventato famoso come musicista metal prima di passare dietro alla macchina da presa per dirigere horror, anche di notevole successo commerciale, come il remake del già citato Halloween di Carpenter.

Esiste anche un suo film con lo stesso titolo della canzone inclusa sopra, e se provi ad ascoltare solo l’audio del trailer ti accorgerai subito che è una specie di riassunto di tutte le tecniche descritte in questa guida.

Heavy Metal e cinema horror: e morirono tutti felici e contenti. Condividi il Tweet

Esempio pratico: una semplice soundtrack horror

Mentre completavo la revisione di questo articolo, ho trovato il sito virale takethislollipop.com che nella prima inquadratura mostra un corridoio molto simile a quello che avevo usato per il video dimostrativo all’inizio e mi è venuto da ridere per quanto musica e immagini fossero simili al mio esempio un po’ scolastico.

Forse non c’è migliore dimostrazione di questa del fatto che la musica da film segue delle regole.

E nel cinema horror la regola è che bisogna cercare soluzioni un po’ fuori dalle righe.

Pensare “out of the box”: spostare l’attacco di uno strumento

Una delle cose che mi ha sorpreso, anche se non è la prima musica horror che scrivo, è quando ho provato a spostare l’attacco del secondo contrabbasso dopo che il primo aveva iniziato a suonare.

Cubase Colonna Sonora Thriller

Da musicista, per me, un attacco avviene all’inizio. Per forza. Eppure quando si gioca con le suggestioni e gli specchi deformanti del genere horror bisogna provare a uscire dagli schemi.

Ho spostato quindi l’attacco in staccato quando l’accordo ha già iniziato a suonare e il risultato mi è piaciuto subito, anche se poi ho passato una buona mezz’ora a trovare il punto esatto nel quale doveva entrare in scena.

Naturalmente è didascalico, ma è efficace e, come puoi vedere dalla schermata, anche molto facile da realizzare.

Prova a riguardare il video iniziale alla luce di quanto spiegato in questa guida, spero che ti sarà utile per comporre musiche spaventosissime.

Susanna Quagliariello Autrice pubblicata, laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale al conservatorio, certificazione Berklee di Composizione e Orchestrazione per Musica da Film. Susanna è amministratore di VFX Wizard srl e direttore dell'Accademia di Cinematografia Digitale FaiStrada®.

10 commenti

  1. alessio |

    Complimenti,mi sento in”sintonia”con te…hai detto tutto quello che avrei detto io,ne ho fatte tante con cubase di musiche horror,ma la lettura della tua guida mi ha comunque ridato linfa compositiva…grazie!

  2. Susanna Quagliariello |

    Ciao Alessio e grazie mille.
    Mi piace l’idea che questo sito sia un ritrovo sia per chi si avvicina per la prima volta ai sequencer che per chi ne ha già passate tante 🙂

  3. Delphine |

    Buongiorno,

    Ho trovato il suo articolo sulla musica dei film Horror e Thriller molto interessante. Sto preparando una tesi sull’adattamento cinematografico in particolare modo sui libri di Stephen King, Carrie e The Shining. Ho notato che la musica aveva un ruolo molto importante per intrattenere lo suspense e la paura. Vorrei chiederle se lei avrebbe qualche libri da consigliarmi sulla tematica che possano aiutarmi ad approfondire la mia ricerca ?
    La ringrazio molto !

  4. Daedra |

    Stavo cercando una soundtrack per una partita horror a D&D, come ci sono finita su questa pagina?
    E come mai ho letto fino in fondo nonostante non fosse assolutamente ciò che stavo cercando?
    Sospetto che abbia a che fare con il modo geniale e semplice in cui hai spiegato tutto. Questa pagina è ora tra i miei preferiti. Kudos.

  5. Susanna Quagliariello |

    Daedra,
    Il tuo commento è bello su così tanti livelli che non saprei da quale iniziare.
    E poi kudos non me l’aveva mai detto nessuno, sono emozionata!

  6. Domenico |

    ma suonare out, quindi fuori tonalità è atonalità? Io sono un chitarrista metal, suono in tonalità ma mi piace mettere qualche dissonanza, questa dissonanza si può chiamare atonalità?

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