Logo di Musica Digitale
Colonne Sonore, Musica da Film e Canzoni con Strumenti Virtuali e Sequencer Midi

La verità sul controverso intervallo Gotye e come due accordi ti cambiano la vita

23/03/2014, di Susanna Quagliariello, Sezione Musica e Musicisti

Cos’hanno in comune Miley Cyrus, Enrique Iglesias, Katy Perry e Bruno Mars, a parte le vendite degli album?

Usano tutti lo stesso motivo.

La somiglianza è stata notata da un utente di reddit, che il 16 marzo 2014 ha pubblicato un video in cui i cinque artisti cantano uno dopo l’altro lo stesso passaggio.

La parte che si ripete è stata chiamata Gotye Interval (intervallo di Gotye) perché delle cinque canzoni quella uscita prima è Somebody that I used to know di Gotye (sì, quello che sembra Sting).

Gli altri pezzi sono Wrecking Ball di Miley Cyrus, Heart Attack di Enrique Iglesias, Unconditionally di Katy Perry e Locked Out of Heaven di Bruno Mars.

Il montaggio è divertente ma la cosa poteva finire lì, con qualche considerazione sul fatto che il pop — come ogni genere musicale — si fonda su un numero relativamente ristretto di strutture armoniche ed è quindi facile trovare parti comuni a più canzoni.

Ma siccome eravamo su reddit, e per di più nel fine settimana, la discussione è andata oltre, con fazioni, troll (“le note sono 13”, really?) ma anche tante osservazioni tecniche.

E così si è finiti a fare considerazioni importanti su come funziona il nostro orecchio e sull’importanza delle aspettative in musica.

I disillusi: tutto il pop si basa sugli stessi accordi

Per molti di quelli che hanno partecipato alla discussione il video è solo l’ennesima prova di come moltissimi successi pop siano basati sugli stessi accordi.

Su questo concetto scherzavano anni fa gli Axis of Awesome in una gag diventata famosissima:

È lo stesso video che ho incluso nella guida con le regole per comporre canzoni, perché ti mostra quanto — alle volte — sia prevedibile la struttura di una canzone e quanto il seguire uno schema ben definito possa essere d’aiuto nel comporre un brano di successo.

Insomma: niente di nuovo sotto al sole. E l’idea maggioritaria tra i commenti al video su YouTube, è riassumibile nella frase “E ci voleva Gotye”.

Ma c’è chi ha fatto considerazioni interessanti sul perché questo passaggio è così universale.

Il sistema di attese nella composizione

Secondo alcuni, Gotye si limita a sfruttare bene il senso di sospensione tipico degli accordi di sesta.

Al nostro orecchio occidentale un accordo del genere, da solo, suona incompleto, e ha bisogno di un accordo successivo cui appoggiarsi.

Riproduciamo il passaggio:

La sesta minore incriminata è il penultimo accordo che senti, il momento in cui la melodia va più in alto.

Prova a sentire il passaggio fermandoti a quest’accordo e immagina che il brano finisca così:

Avverti una sensazione di tensione? Il tuo orecchio sente che il brano non può finire così, e resta istintivamente in attesa di qualcos’altro. Ed ecco che arriva l’accordo successivo a risolvere.

La musica, di qualunque genere stiamo parlando, funziona sempre così: è una catena di aspettative, che possono essere confermate o smentite.

La musica è una catena di aspettative che possono essere confermate o smentite. Condividi il Tweet

Un modo di pensare piuttosto diffuso è che la musica facile (come il pop, o il country) è quella che ci dà sempre le risposte che ci aspettiamo, mentre quella difficile (come il jazz) più spesso trova soluzioni diverse.

Estremizzando:

  • Chi va a un concerto di Laura Pausini paga il biglietto perché dopo un accordo di sesta minore ci sia sempre un accordo di quinta
  • Chi va a un concerto jazz, al contrario, paga perché il brano si fermi lì, o perché sia seguito da una soluzione alla quale non avrebbe pensato

L’importante è una progressione funzionale

Ma al di là di queste prese di posizione, quel che è importante per un compositore è tenere bene in mente l’importanza delle aspettative. E di volta in volta decidere se rispondere in modo prevedibile e rassicurante oppure no.

Nessuna scelta è buona o cattiva di per sé: dipende tutto dal contesto e dallo scopo del brano che stai scrivendo.

Se stai lavorando alla colonna sonora di un documentario sulla riproduzione delle lontre, probabilmente la scelta migliore sarà un pezzo semplice e orecchiabile, anche se scrivere un brano dodecafonico ti farebbe sentire più creativo.

Gli entusiasti: la particolarità dell’anticipazione

C’è chi invece è rimasto più impressionato dal video, e ha mostrato come quel passaggio non sia poi così scontato, per due motivi:

  1. L’intervallo Gotye non è una semplice sequenza di due accordi. Vediamo una trascrizione molto semplice di quello che abbiamo sentito finora (molto semplificata, per non entrare nel tunnel della costruzione degli accordi e dei rivolti):
    Un esempio di anticipazione.

    Un esempio di anticipazione.

    Lo vedi quel Sol diesis tutto solo fra i due accordi? Si ripete nell’accordo successivo, gli appartiene, ma viene suonato un attimo prima, anticipandolo.

    Nel linguaggio musicale, quando una nota viene eseguita immediatamente prima dell’accordo al quale appartiene si parla proprio di anticipazione.

    Quindi a ripetersi nei brani non sono semplicemente gli stessi accordi, ma gli stessi accordi con un’anticipazione.

    E tutto questo inizia ad assomigliare più a un motivo che a una semplice progressione.

  2. Le canzoni usano questo passaggio nello stesso modo. L’intervallo Gotye non è un momento come un altro all’interno di questi brani: è quello emotivamente più intenso.

    In ciascuno dei cinque casi è il perno attorno al quale gira tutto, un momento che diventa irresistibile anche per chi odia tutto il resto della canzone. Lo racconta questo video divertente, nel quale due amici tentano disperatamente di resistere al suo richiamo.

Take away, per chi ha una vita

  • L’intervallo di Gotye è un passaggio usato in almeno cinque canzoni (più una ancora più vecchia, Duvall Street, del 2010, citata su Youtube ma non inserita nel montaggio) montate insieme: Somebody that I used to know di Gotye, Wrecking Ball di Miley Cyrus, Heart Attack di Enrique Iglesias, Unconditionally di Katy Perry e Locked Out of Heaven di Bruno Mars.
  • Pur avendo caratteristiche armoniche molto comuni nella musica pop, è assimilabile a un motivo (o ad una parte di esso) più che a un semplice susseguirsi di accordi.
  • È un ottimo esempio di come la musica funzioni secondo uno schema di domande e risposte. Ogni accordo ci spinge a inferire su quello successivo, e le nostre aspettative potranno essere confermate o smentite dallo sviluppo del brano.
  • Anche se Gotye non è di certo stato il primo a usare questo passaggio, l’espressione Gotye interval può avere un suo fondamento, e comunque è utilissima anche solo per darci un tono in società.

E tu? Sei del fronte “E ci voleva Gotye” o ci vedi una scopiazzatura bella e buona? Per segnalazioni, note e improperi lascia un commento!

Susanna Quagliariello Autrice pubblicata, laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale al conservatorio, certificazione Berklee di Composizione e Orchestrazione per Musica da Film. Susanna è amministratore di VFX Wizard srl e direttore dell'Accademia di Cinematografia Digitale FaiStrada®.

7 commenti

  1. Angelo |

    Curiosità: Mengoni usa lo stesso “musema” in L’essenziale (Sanremo 2013)?

  2. Susanna Quagliariello |

    Ciao! Intendi il passaggio di “Mentre il mondo cade a pezzi…”? In effetti aumentando la velocità e facendo leva sull’anticipazione probabilmente potrebbe ricordarlo molto.

    (Con musema mi mandi a nozze: avevo pensato di parlarne proprio in questo articolo ma rischiavo di dilungarmi troppo. Ma lo spiegone è solo rimandato 😉 )

  3. Simone |

    Premesso che mi piace molto il pezzo di Gotye, probabilmente il mondo della musica pop esige (anche per questioni discografiche o commerciali) queste costruzioni, magari conquistano prima l’attenzione rispetto ad altre. Piuttosto, io la scopiazzatura non la vedo in questa, ma nel parte fatta dallo xilofono (o altra percussione cromatica) che ricorda il motivetto “Oh vous dirais-je maman”. Che ne pensi?

  4. Susanna Quagliariello |

    Ciao Simone,
    sì, l’inizio è proprio Ah vous dirais-je maman (che molti conosceranno come la canzone per bambini Twinkle twinkle little star). Su Youtube puoi trovare una parodia del video di Gotye realizzata da Sam Mac, un artista australiano, in cui si sostiene che questa citazione sia il motivo fondamentale del successo del brano 😉 .

  5. Patrizia |

    Ciao, io volevo fare una domanda più che altro, ma quello che trovo molto simile, se non uguale…
    non sono solo gli accordi ma anche la melodia stessa o sbaglio…
    Io sono più che altro autrice e mi sto cimentando ora sulla composizione di un brano

    grazie

  6. Susanna Quagliariello |

    Ciao Patrizia,
    sì, credo sia legato proprio al fatto che, come ho scritto, l’uso dell’anticipazione rende il passaggio più simile a un motivo vero e proprio. E così la somiglianza non si limita alla progressione di accordi, ma si allarga anche al campo della melodia.
    In bocca al lupo per il tuo brano!

  7. marco |

    Certo, la somiglianza c’e’ eccome..ma piu’ che plagio(che non e’)si tratta di un motivetto(o meglio tre note per la precisione)usate ad hoc per avere l’effetto canticchiabile sotto la doccia tanto per intenderci. Poi ogni artista di questi hanno diversi arrangiamenti e metodi di lavoro(chi il gruppo che suona e chi no). Ma si sa’,dove c’e’ una corrente che porta al successo del momento, il panorama musicale mondiale corre dietro a quella corrente..

Dubbi o domande? Lascia un commento qui! (Non rispondo a messaggi privati su Facebook o altri social.)

    Inserisci nome e email per scrivere un commento. Il commento non apparirà subito, vengono approvati manualmente.
css.php