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La musica di oggi è un bluff? Lo scandalo Courtney Love

17/10/2014, di Susanna Quagliariello, Sezione Musica e Musicisti

Come suonano i cantanti senza l’aiuto di auto-tune, doubling, riverbero? Un ingegnere del suono (avvelenato) fa sentire Courtney Love senza trucchi audio.

Si chiama J. M. Ladd, e racconta così la sua storia: “Sono stato assunto per registrare questo show, ma alla fine mi sono ritrovato con un hard disk e una fattura non pagata. Quattro anni dopo, non so ancora cosa fare con quei file. Ma voglio condividerli.”

E così Ladd ha postato su Youtube parte di un concerto che la cantante ha tenuto a New York nel 2010.

Il video contiene la sola traccia di Courtney, quindi puoi sentire solo la sua voce e la chitarra che sta suonando, con una debole eco del resto della band.

Giudica tu stesso il risultato:

Per il momento, i commenti su Youtube sono più benevoli di quanto si potesse immaginare.

Molti sono per il “beh, pensavo peggio”, mentre secondo altri il video sarebbe un falso: lo dimostrerebbero alcuni problemi di sync tra audio e immagini.

E c’è addirittura chi dice che video del genere sono misogini, perché le vittime sono sempre cantanti donne, signora mia.

Una band che si inimica l’ingegnere del suono è come una modella che si inimica la truccatrice. Condividi il Tweet

All’accusa di fake, Ladd risponde dicendo di aver sincronizzato l’audio con un video girato da altri e, per dimostrare la sua buona fede, posta un altro link della Love alle prese con lo stesso pezzo in un altro concerto.

Il risultato riesce ad essere altrettanto imbarazzante:

Ed è qui che si scatenano quelli che “il business della musica è tutto un bluff”. Chi ha ragione?

La musica di oggi è solo show e auto-tune

Che il video postato da Ladd sia un falso oppure no, la polemica che ha creato è vera. Proprio pochi giorni prima, una bellissima gag di South Park mostrava la produzione musicale di oggi come un po’ di quantizzazione e auto-tuner, trasformano qualunque cosa – ma proprio qualunque – in un successo mondiale:

La parola alla difesa

Secondo i fan di Courtney, è normale che la traccia incriminata suoni così male, per una serie di questioni tecniche che sfuggono a chi non lavora nella produzione musicale.

Anzitutto, dicono, quello che sentiamo nella traccia di Courtney Love è quello che succede sempre quando si isola la parte di un solo musicista rispetto all’audio del brano completo.

Se ascolti solo la traccia vocale, in effetti, perdi l’armonia, il ritmo, spesso tutto il senso del pezzo.

La musica è arte e show: a volte basta essere bravi in uno solo dei due Condividi il Tweet

Questo vale a maggior ragione per una registrazione live, perché in questo caso chi canta non può contare neanche su tutti gli effetti di compressione, auto-tune, de-essing che avrebbe a disposizione in studio. Né c’è la possibilità di fermarsi e ripetere un passaggio: è sempre buona la prima, anche se non è buona.

Sempre sul fronte tecnico, Flavorwire riporta l’analisi di una ingegnere del suono secondo la quale un microfono dinamico come quello posizionato da Ladd provoca inevitabilmente una maggiore risposta ai bassi, e un generale appiattimento del suono.

Discorsi già sentiti all’epoca della pubblicazione di un altro video molto simile, questa volta con Britney Spears:

Il secondo punto, dice la difesa di Courtney Love, è che quello che suona è il grunge, e nel grunge non conta saper suonare di fino, anzi. Il suono non controllato e l’aria sbagliata sono il marchio di fabbrica di generi come questo.

Courtney lo sa meglio di chiunque altro: in questo estratto di un concerto del 2010, sempre a New York, si rivolge a uno spettatore dicendo “Tesoro, non ho bisogno della mia voce, posso perderla. Che dovrei fare, mandare sms?

Come a dire che, se vuoi sentire musicisti raffinati e tecnicamente ineccepibili, vai a un concerto lirico.

Come stanno le cose: l’arte e lo show

Punto primo: non tutte le star, quando cantano a cappella senza aiuti all’intonazione e effetti, perdono così tanto rispetto alle registrazioni in studio.

Qui l’esperimento di una traccia isolata della voce di Beyoncé (salta al minuto 6:57 per sentirla in un passaggio più impegnativo)

Senza trucco e senza inganno, eppure il risultato potrebbe essere già inciso.

La musica di oggi non è affatto un bluff, ci sono cantanti per i quali l’auto-tune e l’equalizzazione servono solo a esaltare performance già buone. E questa è la regola, più che l’eccezione.

Inoltre: a essere inaccettabile, nel video di Courtney, non è tanto la voce, quanto la chitarra. Non c’entra molto il tipo di microfono e il posizionamento, perché gli accordi semplicemente non vengono suonati, o vengono suonati a caso per assumere la posa da rockstar.

Il punto, però, è che tutto questo non significa che le rockstar di oggi sono un bluff, dimostra solo che la musica è anche spettacolo.

È per questo che su quel palco ci sono tre chitarristi e un bassista: nel mix del live si sentiranno le loro, di chitarre.

Molti hanno fatto notare che, se leggende come Bruce Springsteen si portano dietro altri musicisti, lo fanno anche per avere la libertà di dimenticarsi un accordo in tre ore di concerto senza che questo pregiudichi la qualità delle sue performance.

Insomma, non c’è da gridare all’inganno, è solo la pratica musicale. E saper usare gli strumenti dei software audio, in modo che tutto suoni al meglio, fa parte del mestiere di ogni musicista professionista.

Il secondo punto, quello del genere, lo risolviamo con un derby: ecco la traccia isolata di Kurt Cobain che canta Come As You Are, sempre live:

Intonazione ottima, accordi precisi, calore. Importa poco che si stia suonando un pezzo dei Nirvana o uno di Vivaldi: c’è semplicemente chi sa suonare (e per suonare al meglio si fa aiutare da altri musicisti, come fanno Springsteen o Cobain) e chi no (e usa dei musicisti in modo che sul palco ci sia qualcuno che sa suonare).

Suonare un genere alternativo non è una scusa per suonare a caso. Condividi il Tweet
Ma non c’è da strapparsi i capelli: semplicemente, la musica è fatta di arte e spettacolo, e una star può essere versata più su una componente che sull’altra.

Immagina un asse con Nick Drake a un estremo e Mauro Repetto degli 883 all’altro: tra il genio che suona e canta divinamente ma non riesce a esprimersi di fronte al pubblico, e il tipo che si agita sul palco senza cantare, ci sono infinite posizioni intermedie, per fortuna. Non è tutto oro e non è tutto un bluff, basta scegliere.

È triste da dire, ma pubblicare un video del genere dimostra non tanto la mancanza di professionalità di Courtney Love, quanto quella dell’ingegnere audio.

Mi chiedo chi da oggi si affiderà a lui per registrare anche solo il coretto di bimbi che cantano in chiesa, con la paura che tra quattro anni possa postare l’audio di un bambino che stona.

Take Away in breve: cosa abbiamo imparato?

  • Che la musica è fatta di arte e spettacolo: a volte basta essere bravi in una sola delle due cose
  • Che suonare un genere rude e spontaneo come il grunge non è una giustificazione per suonare a caso
  • Che se suoni in una band non conviene inimicarsi l’ignegnere del suono. È come se una modella si inimicasse la truccatrice
  • Che gli sfoghi passivo-aggressivi possono andare bene per avere like su Youtube, ma difficilmente ti aiuteranno a trovare o a conservarti un lavoro
Susanna Quagliariello Autrice pubblicata, laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale al conservatorio, certificazione specialistica di Composizione e Orchestrazione per Musica da Film. Susanna è amministratore di VFX Wizard srl e direttore di ACD, l’Accademia di Cinematografia Digitale™.

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