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7 cose che non sai della sigla di Trono di Spade

18/06/2015, di Susanna Quagliariello, Sezione Musica da film, serie e sigle

Per festeggiare (si fa per dire) la fine della quinta stagione di Game Of Thrones non c’è niente di meglio che scoprire i segreti della sua sigla – senza spoiler! – raccontati dal compositore in persona.

Ramin Djawadi ha scritto, oltre alle musiche di GOT, anche quelle di Iron Man, Pacific Rim e, passando alla tv, Prison Break, Person of Interest e il superbo The Strain che ci ricorda cosa sa fare Guillermo Del Toro quando si trova nel proprio ambiente naturale.

In una puntata del podcast Song Exploder ha raccontato tutte le curiosità della sigla dello show più guardato nella storia della HBO.

Qui puoi ascoltare tutto il podcast (in inglese):
Mentre nel resto dell’articolo ti riassumo i punti salienti del suo racconto, aggiungendo qualche considerazione.

1 – Le cover

Djawadi racconta del numero infinito di cover del suo brano postate su YouTube già all’indomani della prima puntata.

Soundcloud è piena di cover strumentali, dal pianoforte al violino (digitale) fino a quelle che riproducono la sigla con synth dal suono 8 bit, come si trattasse di una musica di Super Mario.

La più bizzarra è probabilmente quella dove al motivo si unisce una voce maschile che canta ripetendo ossessivamente “Peter Dinklage”, il nome dell’attore che interpreta Tyrion Lannister nella serie.

Immagine di Peter Dinklage del Trono di Spade

Peter Dinklage, star della serie e delle cover [Jean Nelson / DepositPhotos]

Non mancano neanche le versioni cartoon dell’intera sigla, che seguono lo stile di South Park e quello dei Simpson.

C’è persino la cover suonata dalle Guardie della Regina: alcune delle più belle le trovi in questo articolo del Guardian.

Le infinite cover della sigla del Trono di Spade. Condividi il Tweet

2 – Una delle sigle più lunghe in circolazione

Sulle prime, Djawadi pensava di dover comporre solo le musiche all’interno delle puntate (la produzione gli aveva spedito le prime due per dargli un’idea del genere e dell’atmosfera).

Soltanto successivamente capì che avrebbe dovuto occuparsi anche della sigla.

Una sigla molto lunga per un tv show: dura quasi due minuti, contro una media di 15, a volte anche 7 secondi (o anche meno, come quella di Gotham).

Immagine della musica il motivo iniziale della sigla

La frase musicale iniziale della sigla.

3 – Parola d’ordine: il viaggio

Il concetto attorno al quale Djawadi sviluppa la sua idea musicale è quello del viaggio, del rincorrersi continuo di personaggi e rotte verso terre lontane.

È il tema delle immagini della sigla, col dolly impossibile che esplora regni e fortezze, e Djawadi ha cercato di tradurre questa idea in musica, con una melodia che suggerisse l’idea del viaggio (il tema A, quello iniziale suonato dal violoncello) e dell’avventura (il tema B, più lirico, suonato dai violini nella seconda parte).

Quella della divisione in due temi, uno eroico e uno lirico, chiamati per comodità “A” e “B” è una regola ferrea della musica da film (e di tanta musica classica).

4 – Com’è nato il riff iniziale

La frase musicale che apre la sigla, e si ripete per tutto il brano, è inconfondibile.

Se scrivi musica orchestrale invece di riff parlerai di ostinato, ma la sostanza non cambia: si tratta di un elemento ritmico o melodico che si ripete ancora e ancora, come fa il pianoforte in Take Five o i violini nel tema de Lo Squalo di John Williams.

Degli ostinato e di come siano presenti nella musica da film ho parlato a lungo nella guida sulla composizione di musica da trailer e film, dove trovi tanti consigli se desideri creare la tua personalissima versione della vigorosa colonna sonora fantasy del Trono di Spade.

Tornando al violoncello, è ormai il marchio di fabbrica di Game of Thrones, ed è stata la prima idea che è venuta in mente al suo compositore. Intorno a questo riff Djawadi ha sviluppato tutto il resto del brano.

La sua particolarità è che inizia in minore poi passa brevemente in maggiore e poi torna in minore.

È un altro elemento che suggerisce l’atmosfera di GOT, un mondo dark di guerre e tradimenti, attraversato da lampi di amore e prodezze.

Vuoi suonare l’ostinato del violoncello? È facile. Ti basta premere i tasti evidenziati nella figura qui sotto seguendo lo schema.

Immagine della tastiera con evidenziate le note

Schema facile per suonare l’ossessivo motivo della sigla.

Ripeti due volte ognuna di queste sequenze:
1 – 2 – 3 – 4 – 1 – 2
e
1 – 2 – 5 – 4 – 1 – 2

Lo schema per suonare la musica del Trono di Spade. Condividi il Tweet

5 – L’orchestrazione suggerisce i personaggi

Se c’è una cosa che non manca in Game of Thrones, sono i personaggi.

Per rendere conto del gran numero di protagonisti delle serie, Djawadi inizia il brano con un violoncello in Solo, subito raggiunto da un violino, e poi da tutti gli altri archi, in un’orchestrazione ampia e ariosa.

6 – Come lavorare con decine di musicisti senza mai muoversi da casa

Il coro della seconda parte della sigla è cantato da 20 coriste ed è stato registrato a Praga.

Ma Djawadi non si è mai mosso dal suo studio: le registrazioni di tutte le parti sono passate attraverso il suo computer. E così ha potuto adattare le impostazioni audio di ogni traccia in modo da dare l’impressione che tutti i musicisti suonino nella stessa stanza.

Online. È la musica digitale, baby.

Game of Thrones: una colonna sonora creata interamente online. Condividi il Tweet

7 – Lo strumento misterioso del finale

Nella parte finale della sigla, quando le immagini sfumano al nero, c’è uno strumento che ripete per l’ultima volta il riff, in Solo. Di che si tratta?

È un mix di due strumenti diversi: il Salterio, un grande classico delle sigle che hanno a che fare col mistero (te ne avevo già parlato qui, a proposito della sigla di Sherlock Holmes), e il Kantele, un altro strumento a corde, simile a una piccola arpa.

Djawadi ha mixato il loro suono per ottenere un effetto misterioso, la traduzione in musica della domanda “Cosa succederà in questo episodio?”. Questo perché, come dice Djawadi con un tono tra l’ironico e il troll, “Game Of Thrones è famoso per le sue sorprese”.

E come dargli torto.

Una domanda senza risposta

Quello che Djawadi non spiega nel suo racconto è un mistero che mi ossessiona da anni: perché dalla seconda stagione in poi è stata aggiunta una battuta al riff?

Prova ad ascoltare la sigla della prima stagione e poi quella della seconda: verso il secondo 24 le due versioni differiscono. Nella seconda il riff si ripete una volta in più rispetto alla prima.

E anche in tutte le stagioni successive viene aggiunta quella battuta. Perché?

C’è un sindacato cui rivolgersi per protestare e restaurare la prima versione (più naturale e equilibrata, e infatti è quella che senti alla fine del podcast)?

Non resta che aspettare una seconda intervista che risolva il mistero.

Possibilmente prima che muoiano tutti i personaggi.

Susanna Quagliariello Autrice pubblicata, laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale al conservatorio, certificazione Berklee di Composizione e Orchestrazione per Musica da Film. Susanna è amministratore di VFX Wizard srl e direttore dell'Accademia di Cinematografia Digitale FaiStrada®.

4 commenti

  1. Tiziana |

    Ciao, vorrei farti una domanda alla quale io e mio marito navigando in internet non abbiamo trovato risposta: nella sigla oltre agli strumenti da te specificati cè anche il tamburo? O quale strumento ritma il tempo? Grazie Tiziana Faustini

  2. Susanna Quagliariello |

    Ciao Tiziana,
    credo che gli strumenti della sigla di Game of Thrones, per la parte ritmica, siano dei Taiko (nome che per noi indica un tipo particolare di percussione ma per i giapponesi ha un significato molto più generico).
    Se n’è parlato nei commenti alla Guida all’Orchestrazione MIDI, dove ho fatto cenno anche al modo specifico in cui vengono usati oggi per il cinema e alla loro somiglianza col rullante medievale.

  3. Giovanni |

    ciao! Mi è piaciuto molto questo articolo, la musica di GOT è molto evocativa, e mi piace al di là del suo legame con le immagini che deve commentare.
    la sigla è qualcosa di iponotico. Credo che derivi anche dal suo tempo particolare (o almeno a me sembra particolare). Oppure è un semplice 4/4, tutto in battere? a me sembra di no, ma è una sensazione, che non riesco a spiegare meglio, con l’uso dei giusti termini tecnici, musicali. Puoi aiutarmi a risolvere questo dubbio? Grazie

  4. Susanna Quagliariello |

    Ciao Giovanni.
    Non ho visto lo score originale, ma ho studiato la partitura della riduzione di Larry Moore, ed è in 3/4.

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