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Tritono: l’Intervallo del Diavolo dalla Musica Gotica ai Musical Romantici

03/06/2014, di Susanna Quagliariello, Sezione Musica e Musicisti

La storia della musica è piena di fatti curiosi. Uno particolarmente interessante riguarda il Tritono, chiamato anche “Accordo del Male”. Non facciamoci spaventare e scopriamo cos’è.

Questo è un approfondimento nato mentre scrivevo la guida alla composizione di musica dark, rivolta a chi desidera comporre musica da film. Il Tritono viene impiegato spesso nella musica horror, ma ha una storia così curiosa e interessante che ho voluto riservargli un articolo a parte per raccontarla.

Un Tritono è composto da due note qualsiasi, separate — come dice il nome — da tre toni. Parti da una nota e conti sei tasti (bianchi e neri). La nota alla quale arrivi, insieme alla prima, forma il Tritono. Come in Do-Fa#.

Infografica Tritono Diavolo in Musica

Ma occhio: come mostra l’infografica, il Tritono ha una reputazione tutt’altro che impeccabile, e nella storia è stato protagonista di una delle più celebri campagne di diffamazione.

Mi contra fa est diabolus in musica. Il Tritono da West Side Story a Black Sabbath. Condividi il Tweet

Le musiche proibite

Ora, a dire il vero, quando si tratta di proibire musica, le istituzioni religiose (e non solo la Chiesa Cattolica) si son sempre date da fare:

  • Nel Rinascimento il Calvinismo proibisce la musica polifonica, oltre all’uso di qualsiasi strumento musicale. (Si sente dire spesso che il Concilio di Trento del 1562 vietò la polifonia; in realtà il Canone 8 bandì genericamente la musica impura o lasciva, senza entrare nello specifico. È vero però che spinse a uno stile più conservatore nella composizione.)
  • Nel 1701, papa Clemente XI vieta tutta la musica operistica perché portatrice di peccato e dannazione, come tutte le forme di spettacolo. (Infatti, pochi anni dopo, un terremoto a Roma fu per lui il segno che era il caso di proibire anche le rappresentazioni teatrali.)
  • Nel 2001, la canzone “Danny Boy” viene bandita dalla diocesi di Providence, Rhode Island. “Danny Boy” è una ballata, un classico della tradizione irlandese, che parla di un ragazzo costretto a lasciare la sua amata perché chiamato alle armi, e per questo motivo viene usata spesso ai funerali di militari. Il reverendo Bernard Healey la bandisce spiegando che si tratta di una canzone non espressamente liturgica e che “Parte del mio lavoro ai funerali è consolare la gente. Ma tutto il lavoro che ho fatto nell’ora precedente viene vanificato in due minuti, perché [sentendo questa canzone] la gente si mette a piangere”. Il divieto viene ripetuto nel 2007 dalla diocesi di Bridgeport, Connecticut, nonostante le esplicite disposizioni testamentarie del defunto.

Quelli riportati qui sopra sono fatti storici. Invece, che il Tritono fosse proibito, come si legge spesso, non è una certezza.

Il diabolico Tritono: verità e mito

Nel medioevo gli viene dato il nome di “Diabolus in Musica” e se ne proibisce l’uso in quanto opera di Lucifero.

Ma se nel medioevo ci fosse stata Wikipedia qualcuno si sarebbe affrettato ad aggiungere l’avviso [senza fonte], perché la causa di questa associazione tra Tritono e il Maligno è avvolta nel mistero.

Il tritono associato al diavolo nella musica metal punk

Probabilmente il motivo vero è un banale fraintendimento.

La frase da cui tutto ha inizio è la seguente: “mi contra fa est diabolus in musica”. Con ogni probabilità risale agli inizi del medioevo e c’è chi l’attribuisce a Guido d’Arezzo.

In questa frase Mi e Fa non rappresentano i nostri Mi e Fa (che sono a distanza di un solo tasto), ma due note separate da sei semitoni in due esacordi diversi.

La frase è quindi un monito a evitare una dissonanza che per l’orecchio dell’epoca risultava particolarmente sgradevole e irrisolta, ma era anche la sintesi di una serie di difficoltà tecniche e possibili fraintendimenti dovuti all’impiego del sistema musicale medievale.

Ma sarai d’accordo che l’espressione “diabolus in musica” era troppo suggestiva per essere confinata a un problema tecnico, e infatti portò alla costruzione di tutta una mitologia che vale la pena di raccontare.

Una delle tesi più diffuse è che effettivamente, almeno per il nostro orecchio occidentale, suonare ad esempio Do-Fa# insieme, o una nota dopo l’altra, produce un suono “stonato” o comunque instabile. E nel medioevo non si poteva tollerare che la musica, scritta per celebrare e lodare Dio, contenesse una simile dissonanza.

Quanto è instabile il Tritono? Ascoltiamolo.

Sì, suona effettivamente incompleto, sospeso. Ma di intervalli dissonanti ce ne sono tantissimi, basta suonare a caso un pianoforte per rendersene conto. Perché accanirsi proprio contro il Tritono?

E qui arriviamo a un’interpretazione che fa sembrare plausibili le scie chimiche:

  1. Il Tritono potrebbe richiamare il numero della Bestia, 666, in quanto lungo tre toni (3TTT) e quindi composto da 6 semitoni.
  2. Ripetendo questo intervallo di 6 semitoni in un’estensione di 3 ottave, ecco arrivare il 666 che sarebbe il tasto di chiamata rapida per Tu-Sai-Chi il Diavolo.
Arrampicarsi sugli specchi in musica: perché suonare Do-Fa# potrebbe essere blasfemo. Condividi il Tweet

Il Tritono nella storia della musica

Nonostante tutto questo, il Tritono è stato usato ampiamente in tutta la storia della musica.

Lo suonavano i menestrelli medievali e lo troviamo scritto da compositori diversissimi tra loro come Monteverdi e Beethoven senza nessuna intenzione di dare scandalo. Anche se, a dire il vero, ancora nel 1849 Franz Liszt lo adopera nella “Sonata Dante” proprio per suggerire l’inferno.

Ai giorni nostri è stato usato in brani molto (ma molto) diversi tra loro.

Quanto diversi? Diciamo la differenza che passa tra West Side Story di Leonard Bernstein e Black Sabbath dei Black Sabbath (che comunque, a occhio, si saranno guadagnati una buona dose di anatemi anche senza tener conto del Tritono).

Tony Iommi dei Black Sabbath ha dichiarato di non aver mai avuto la minima idea delle connotazioni sovrannaturali del Tritono.

Semplicemente, senza avere una formazione musicale classica, lo usò perché funzionava bene.

Proveniente da un ambiente simile, un altro compositore senza formazione classica è Danny Elfman, autore tra l’altro della sigla dei Simpson.

E qual è la distanza tra le sillabe The e Sim cantata dal coro che apre la sigla? Sì, è sempre il nostro amico Tritono (tant’è che su “The Simpson” puoi cantare “Mariiiaaa” di West Side Story).

Ultimo colpo di scena. Visto che la dissonanza del Tritono richiama subito l’attenzione, oggi lo si usa spesso per le sirene della polizia o dei vigili del fuoco, ripagandolo da secoli di persecuzioni con un ruolo istituzionale.

Sempre per questo stesso motivo, lo trovi spesso nella composizione di musica gotica e naturalmente, come detto all’inizio, nella musica da film: dall’action, al thriller, al classico film dell’orrore.

Che te ne pare? Molto rumore per nulla, oppure il Tritono è davvero così irritante da essersi guadagnato i nomi che gli hanno affibbiato? Lascia un commento e dimmi cosa ne pensi, la tua anima privacy è al sicuro!

Susanna Quagliariello Autrice pubblicata, laurea in Storia e Critica del Cinema, master di alta formazione, licenza triennale al conservatorio, certificazione Berklee di Composizione e Orchestrazione per Musica da Film. Susanna è amministratore di VFX Wizard srl e direttore dell'Accademia di Cinematografia Digitale FaiStrada®.

12 commenti

  1. strega |

    grazie! da te imparo sempre qualcosa che utilizzo, spesso, per bullarmi.
    (danny elfman ha scritto un sacco di sigle bellissime <3)

  2. Susanna Quagliariello |

    Strega! <3
    Bullarsi è buono e giusto.
    Elfman è uno dei miei autori preferiti in assoluto, mi piacerebbe molto scrivere un articolo tutto per lui. E poi sarebbe bellissimo giocare a Strega Comanda Post.

  3. Stefano |

    Ciao Stefania,
    una delle ragioni più accreditate per l’accanimento della chiesa contro il tritono era dovuto al fatto che l’intervallo di quarta aumentata divide l’ottava in due parti uguali e quindi questo strideva con la trinità divina.

  4. Susanna Quagliariello |

    Ciao Stefano,
    è un aspetto interessantissimo, grazie per averlo condiviso!

  5. mauro |

    … anche io ho letto che il tritono divide l’ottava in due ed etimologicamente diavolo dal greco (diaballo) significa dividere

  6. Susanna Quagliariello |

    Grazie per la precisazione, Mauro, è un’etimologia davvero affascinante.
    E mi riporta indietro agli anni dello studio dei paradigmi greci: quelli sì che erano demoniaci…

  7. Michele |

    Complimenti, un articolo molto interessante, hai parlato ampiamente del tritono dalle prime composizioni in cui è stato utilizzato fino ai giorni nostri (vedi sirena della polizia). 🙂

  8. alberto costantini |

    Bellissimo articolo, davvero! La solita mania “criptologa” di alcuni ke vedono complotti e sanno “leggere tra le righe” sempre: giusto per sentirsi una spanna + in alto degli altri forse librandosi su di una “sciakimica” (Mha!!!).In questo periodo mi sto davvero interessando al tritono e sono giunto a delle cosiderazioni, forse la + concreta mette in realazione le sostituzioni armoniche (tritone appunto) con la “modalità” (lidia in questo caso); daltronde il passaggio ke fai quando parli dei “Simmons” relazionandoli a Bernstein (Maria) lo trovai in un vekkio manuale di scale modali di Paolo Tomelleri in cui -trattando la scala Lidia- diceva appunto “la troviamo in “West Side Story” e anke nelle musiche trionfali/evocative (film antiki romani ecc…). Usando spesso il tritono a posto della dominante mi è venuto da fare questa riflessione. Ke ne pensi?

  9. Alberto Costantini |

    Pardon ho scritto “Simmons” anzikè “Simpson”;

  10. Ame |

    Ciao!
    L’intervallo di tritono è usato continuamente e ripetutamente in dai gruppi heavy metal a partire dai black sabbath e in particolare dagli opeth, basti ascoltare la canzone “heir apparent” per rendersene conto! E non dimentichiamo anche il blues, suonato servendosi di accordi di settima (contenenti nella loro struttura un tritono) è stato condannato come la musica del diavolo e da ciò sono nati miti e leggende, come quello di Robert Johnson.

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